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Bonus 600 euro, Ignazio La Russa: “Il governo non ha messo un limite”

Non si arrestano le polemiche per il bonus da 600 euro ottenuto anche da membri della classe politica italiana e aumenta il numero di sindaci e consiglieri comunali che ammettono di averne usufruito. È il caso di Anita Pirovano, consigliere comunale di Milano, la prima ad avere reso pubblica quella che ha definito una “autodenuncia”.

A seguirla è stato il sindaco di Solbiate con Cagno, in provincia di Como. Più chiacchierata, invece, la vicenda di Ubaldo Bocci, ex candidato sindaco di Firenze, il quale ha dichiarato di aver riscosso il sussidio erogato dall’Inps per darlo a chi ne avesse davvero bisogno. Sullo scandalo del bonus da 600 euro è intervenuto anche Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia), che ha espresso il suo giudizio sull’accaduto.

Bonus 600 euro: il commento di Ignazio La Russa

In collegamento con “L’aria che tira”, programma in onda su La7, Ignazio la Russa ha commentato: “Questo governo non ha messo un limite a chi ne aveva diritto”. Ha ribadito che il bonus doveva essere garantito a chiunque ne avesse bisogno e “chi ne aveva bisogno è chi non aveva un reddito o una liquidità”. “Ci voleva poco a fissare un limite” ed evitare simili intoppi con il bonus da 600 euro.

Tuttavia, ha aggiunto La Russa: “La demagogia ha travalicato qualsiasi limite. Così siamo arrivati a episodi di questo genere. È vero che sono solo cinque parlamentari su mille, ma è una spia dannatamente cattiva per l’intera classe politica“.

Ricordando che gli assessori possono recepire uno stipendio mensile di massimo 3500 euro, che scende a 1500 euro per i consiglieri, l’ex ministro della Difesa ha precisato: “I consiglieri comunali dei piccoli centri, comuni molto piccoli, spesso non ricevono più di 100 euro al mese”. Per loro quindi, che vivono di altro e si cimentano nella politica “per vera passione”, il bonus poteva essere davvero di aiuto.

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