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Coronavirus: ecco le linee guida dei medici per curarsi a casa

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Una delle problematiche più serie che si stanno ponendo in questa seconda ondata di Coronavirus è la presa d’assalto dei pronto soccorso. Il Covid, però, se dà sintomi blandi, può essere curato anche da casa. È importante sapere come, in modo da non sovraccaricare le strutture sanitarie o creare occasioni di contagio.

La Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Lombardia, scrive laleggepertutti.it, spiega come fare in apposite linee guida. Un documento che mancava: è stata proprio la constatazione che ha mosso il presidente Gianluigi Spata e colleghi. Alla stesura ha collaborato il primario di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli

Chi è sintomatico deve prendere il paracetamolo se ha la febbre o sedativi se ha la tosse. Niente cortisone se non è stato prescritto dal medico. Bisogna fare attenzione a due aspetti: idratazione (quindi bere molto) e saturazione.

Sarebbe meglio che in casa ci fosse un saturimetro, piccolo dispositivo che consente di misurare l’ossigenazione del sangue. Il valore può dire molto su quale terapia è bene adottare, inoltre può variare a seconda di circostanze specifiche. Per esempio, i fumatori hanno, normalmente, livelli di ossigenazione inferiori (95 circa) rispetto ai non fumatori (il valore normale è intorno a 97-98).

Dalle colonne del Corriere della Sera, Nicola Montano, primario di Medicina interna al Policlinico di Milano, suggerisce di misurare la saturazione due o tre volte al giorno e prima e dopo una camminata di tre minuti, anche in casa. Un segnale che qualcosa non va è se il livello varia di molto in poco tempo. Chi ha il diabete deve, invece, controllare ancora più attentamente la glicemia.

Le linee guida sconsigliano tutte quelle terapie che, in corso di sperimentazione, non si sono rivelate efficaci nel contrastare il virus. Il riferimento è all’antiretrovirale lopinavir/ritonavir, all’antibiotico azitromicina e all’idrossiclorochina.

Ci sono stati, invece, trattamenti che hanno mostrato di fare effetto, nell’attenuare la sintomatologia del Covid, cioè il desametasone, un farmaco a base di cortisone somministrato a pazienti ricoverati in ospedale. Va usato sempre e solo con l’assenso del proprio medico e per alcune categorie di pazienti: quelli che hanno la saturazione inferiore a 94, febbre e polmonite.

L’eparina è indicata per quei pazienti a rischio trombosi, per esempio chi è costretto a letto o ha scarsa capacità di deambulazione. Meglio non farvi ricorso, invece, se si corre un concreto pericolo di sanguinare, cadere e se non si soffre di trombosi venosa profonda: potrebbe provocare emorragie.

Con saturazione inferiore a 94 va considerata l’ossigenoterapia, ma niente fai-da-te: anche qui è bene che ci sia una valutazione medica, non solo per l’ok al trattamento, ma anche per il monitoraggio, che dovrebbe avvenire due volte al giorno.

Le linee guida dei medici lombardi precedono quelle del ministero della Salute: un prontuario con tutte le indicazioni su come curarsi a casa che dovrebbe essere di prossima uscita.

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