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Coronavirus, un modello matematico: “A settembre 1500 contagi”

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Secondo un modello matematico elaborato per prevedere l’evoluzione dell’emergenza Coronavirus, in Italia a settembre il rischio è quello di registrare 1500 nuovi contagi. Il modello è stato elaborato da Flavio Tonelli, professore di Simulazione dei sistemi complessi all’università di Genova, Andrea De Maria, professore associato di Malattie infettive nello stesso ateneo, e Agostino Banchi, esperto di sviluppo di modelli software, ideatori del modello matematico.

“Di questo passo i nuovi contagi quotidiani potrebbero arrivare a 1.000 entro fine agosto e superare i 1.500 a fine settembre”, ha dichiarato Flavio Tonelli a La Repubblica.

“La situazione non è ancora fuori controllo –assicura Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, il quale però sottolinea che – il lento aumento dei nuovi casi giornalieri può preludere a una salita più ripida nelle prossime settimane.

Ci sono importanti differenze rispetto al febbraio scorso: l’Rt, cioè quante persone in media può infettare un contagiato, è molto più basso e il tempo di raddoppio dei contagi è molto più lungo. Probabilmente la situazione attuale è analoga a quella di dicembre, quando il virus, senza che ce ne accorgessimo, si stava diffondendo tra la popolazione, soprattutto quella giovane che viaggiava per lavoro”.

“Assistiamo allo stesso disastro nella politica sanitaria che è andato in scena a Milano durante la prima ondata: purtroppo nulla è cambiato – dichiara Bucci – Per esempio i tamponi rapidi, con risultati entro 48 ore, stentano a decollare. E così si finisce per avere una sola arma efficace: il lockdown. Ma il lockdown è la resa, l’equivalente del lazzaretto dove rinchiudere i malati di peste perché non si sa come curarli. Il professor De Maria invita poi alla tranquillità: “Basta con l’angoscia che deriva dall’ignoranza, ora sappiamo molte più cose sul Covid.

Fino a tutto settembre assisteremo allo scenario attuale e non credo che ci sarà una impennata di casi gravi. Certo, se i numeri continueranno a salire si dovranno prendere dei provvedimenti, forse limitare le attività ricreative pur di salvare l’anno scolastico e il lavoro”.

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