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Covid, Di Lorenzo: “Vaccino in farmacia da gennaio. Costo? 2-3 euro”

Il vaccino per il Covid arriverà molto presto e avrà un costo molto basso. Lo assicurano le riviste scientifiche specializzate, come Lancet, ma anche Piero Di Lorenzo, presidente di Irbm Italia, una delle società coinvolte nella produzione del ‘vaccino di Oxford’ conosciuto anche come ChAdOx1.

In una lunga intervista a Libero Quotidiano è proprio Di Lorenzo a fare il punto della situazione ammettendo come questo antidoto anti-Coronavirus sia stato sperimentato con successo su mille pazienti. “Ora siamo alla fase 3, con il test su diecimila persone. Se tutto andrà bene, è lecito prevedere che a fine settembre possa partire la produzione su larga scala”. Il presidente di Irbm Italia non ha dubbi sul fatto che il Bel Paese riuscirà ad avere le sue dosi di vaccino molto presto grazie al ruolo giocato dal Ministro Speranza.

Il costo del vaccino per il Covid

Ma la domanda che tutti si pongono è: quanto costerà il vaccino per il Coronavirus? Piero Di Lorenzo ne è certo: al momento nessuno vuole creare guadagno e profitto dalla commercializzazione di questo antidoto. Per cui è lecito attendersi la presenza dell’antidoto anti-Covid a partire da gennaio 2021 nelle farmacie italiane.

“Il costo sarà quello industriale, quindi pari a due o tre euro. Il ritorno sarà tutto di immagine” spiega il presidente di Irbm Italia. Su chi avrà priorità nella vaccinazione non si espone ma rivela come il Governo Conte stia pensando di vaccinare alcune fasce a rischio come personale sanitario, forze dell’ordine, insegnati e i soggetti ‘deboli’.

Le aziende chiamate alla realizzazione del ‘vaccino di Oxford’ per il Coronavirus sono a lavoro per produrre due miliardi di dosi entro giugno 2021.

Ciò consentirà di “immunizzare mezzo mondo nell’arco di dodici mesi” rivela ancora Di Lorenzo.

La sperimentazione

E sulla sperimentazione dell’antidoto rivela: “Il vaccino nasce da due expertise già testate sull’uomo. Dopo due settimane da che la Cina ha postato su internet il sequenziamento del virus, l’istituto Jenner, che studia la famiglia dei Coronavirus da diciotto anni, era già riuscito a sintetizzare il gene della proteina Spike, già testata in occasione della preparazione del vaccino anti-Mers”.

“La seconda expertise, ovverosia quella italiana, che abbiamo purificato e caratterizzato l’adenovirus, cioè il veicolo che si carica sulle spalle il gene della proteina Spike depotenziato, e lo immette nel corpo. Lo avevamo già fatto ai tempi del vaccino anti-Ebola, del quale abbiamo prodotto un milione di dosi. È una copertura indispensabile, che consente un lento rilascio del virus”.

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