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Covid, Galli: “I numeri non permettono di stare tranquilli”

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“La situazione italiana non permette di stare tranquilli. Non credo però che avremo un quadro paragonabile a quello di marzo-aprile”. A dirlo all’Adnkronos Salute è Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano, che evidenzia come “con questi numeri” di nuovi casi di Covid-19 “la cautela s’impone, anche perché dobbiamo tener conto di quello che accade intorno a noi, all’estero. Intanto fra 10-15 giorni avremo delle indicazioni per valutare l’effetto della ripresa. Non solo le scuole, dunque, ma anche gli arrivi dall’estero. Situazioni che – conclude – meritano attenzione”.

“Sento qualcuno dire che il peggio è alle spalle e che la fase più dura della pandemia è finita. Un po’ di prudenza non guasterebbe, dato che fra il primo luglio e l’altro ieri i morti in Lombardia sono stati 255. Quindi non è finita, anche se le drastiche misure di contenimento culminate nel lockdown hanno avuto risultati significativi certamente costosi. Poi si è provato a ripartire con alcuni allentamenti, ma un’estate più frizzante e meno prudente del dovuto ha finito per invertire parzialmente la rotta”. Parola di Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive a Milano, dove dirige anche la divisione di Malattie infettive del Fatebenefratelli-Sacco.

 

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