Cronaca

Fratelli Bianchi trasferiti in celle protette: rischiano il linciaggio

I fratelli Gabriele e Marco Bianchi, aggressori di Willy Monteiro Duarte, sono stati trasferiti dalle celle anti-Covid alle celle protette di isolamento precauzionale di Rebibbia. Si trovano nel braccio “G9”, al primo piano del carcere, quello che i detenuti definiscono “degli infami“, perché riservato a coloro che sono colpevoli di reati sessuali o agli ex agenti che hanno abusato del loro potere passando dalla parte del crimine.

Frequentare gli spazi comuni, a contatto con gli altri detenuti, è troppo rischioso per la loro incolumità. Il temperamento violento dei fratelli Bianchi si è fatto riconoscere fin dai primi giorni di reclusione.

La figlia di un detenuto marocchino ha scritto all’associazione “Detenuti liberi” per protestare contro il trattamento ricevuto dal padre da parte dei due fratelli, che lo avrebbero aggredito scatenando una discussione che è stata subito bloccata. I legali dei due aggressori di Willy sono preoccupati per possibili ritorsioni nei confronti dei loro assistiti, che non sono stati accolti bene in carcere e rischiano il linciaggio.

Quello che hanno fatto la notte tra il 5 e il 6 Settembre è davvero terribile. I testimoni hanno parlato di una violenza inaudita, tanto che il povero Willy ha perso la vita. Ad oggi i fratelli sono sotto stretta sorveglianza, per evitare qualsiasi contatto con i detenuti. I momenti d’aria saranno concessi in orari diversi e saranno monitorati anche dai medici per motivi sanitari e psicologici, proprio come accade per gli stalker e le persone accusate di violenza in famiglia. Gabriele e Marco, entrando in carcere, hanno dovuto abbandonare la loro vita agiata e si sono subito preoccupati per il fatto che avrebbero dovuto bere solo acqua.

Tra le rinunce che devono fare c’è quella per la cura del corpo, molto importante per loro, e per la vita notturna tra amici, locali e automobili. Al momento è stata aperta un’inchiesta per reati fiscali, proprio associata al loro tenore di vita.

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