Rubrica alla Cattedra

Galiano: “Bentornati a scuola, oggi sarà strano. Tutto”

Galiano: “Bentornati a scuola, oggi sarà strano. Tutto”
Oggi sarà strano. Tutto. Sarà strano vedere studenti lasciati a marzo bambini e ora già ragazzi, o uomini e donne.
Sarà strano starci a distanza. Niente abbracci, pacche sulle spalle, coppini a tradimento.
Perché i coppini del primo giorno sono i più belli, si sa.
Sarà strano non stringerci le mani, e stare seduti tutto il tempo.
Sarà strano non poter scroccare la merenda, diritto sacro e inviolabile di ogni studente.
Sarà strano non fare le riunioni fiume in bagno, quando inspiegabilmente uno per classe in sincrono tutti chiedono di andarci alla stessa ora e tutti tornano insieme, circa cinque minuti dopo (se va bene).
Sarà strano non accarezzarvi la testa quando non vi viene un esercizio, non chiedervi in prestito la penna perché la mia la perdo sempre, non passare in mezzo ai banchi.
Sarà strano ripensare a tutto quello che è successo e a quello che ci aspetta.
Ma una cosa no, una cosa sarà sempre la stessa.
L’idea di costruire qualcosa, insieme. Il rumore che si sente anche se non si sente, quello del calcestruzzo che gira, dei mattoni, le voci di chi mette su casa dove prima non c’era.
Per cui diciamoglielo, quando li vediamo, oggi.
Bentornati a casa.
Bentornati a scuola.
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