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Il disagio di essere un insegnante nel 2020

insegnante

Essere un insegnante non è un mestiere semplice, non lo è mai stato ed è per questo che tante volte nella vita mi sono pentita. Mi sono pentita a più riprese nel corso del tempo perché i problemi sono tanti, le responsabilità troppe e il ritorno in termini economici del tutto insoddisfacente. Non a casa i colleghi, a livello europeo, guadagnano molto di più a scuola. Negli altri Paesi hanno compreso l’importanza di tutelarci come categoria e di darci quanto dovuto.

Essere un insegnante nel 2020 però ha dell’incredibile. Non solo la pandemia, ma l’incertezza totale derivante da una ministra che dice tutto e niente, che annuncia ma si rimangia ciò che annuncia. Per non parlare dell’opposizione. Di recente i senatori 5 Stelle hanno difeso Azzolina sostenendo che nessuno avrebbe potuto fare meglio di lei. Diciamo pure che in questa fase sarebbe comunque difficile fare bene, ma forse qualcuno dovrebbe interrogarsi su come noi stiamo vivendo questo momento.

Insegnante che rincorre banco, il futuro della scuola

Come mi immagino a settembre? Mi vedo inseguire i ragazzi sui banchi a rotelle, nella mia testa ci sono ragazzini che si fanno male, malissimo, io che urlo disperata. La mascherina, il gel, l’ansia, la responsabilità di dover trasmettere regole ai ragazzi dopo che avranno trascorso un’estate intera a fare ciò che vogliono.

Ma cosa pretendono da noi?

Ma al ministero si sono chiesti se ci saranno ricadute, in termini di esaurimento nervoso su noi insegnanti? Qualcuno si è chiesto se è il caso di ipotizzare un sostegno per noi? Sento parlare di psicologo per i ragazzi, medico scolastico, come se noi fossimo davvero supereroi… siamo esseri umani.

Non so quali saranno le prospettive, non so nemmeno se qualcuno ha immaginato di doverci corrispondere un plus per il lavoro che svolgeremo da settembre, ma lo Stato dovrebbe preoccuparsene oppure dopo qualche mese ci sarà da fare i conti con un altro tipo di problema: la fuga di chi non riesce a stare dietro a tutto, letteralmente e fisicamente.

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