Attualità Salute

Crisanti: “Il vaccino a gennaio? Io non lo farei”

Mentre il commissario Arcuri promette “vaccino anti-Covid su larga scala entro il 2021” e addiruttura immagina un ‘patentino’ per i vaccinati, il mondo scientifico si divide sull’opportunità di vaccinarsi contro il Coronavirus. Come se avessimo bisogno dell’ennesimo scontro tra virologi, immunologi ed esperti assortiti. A dar fuoco alle micce è stata ieri la dichiarazione dello stimato virologo Andrea Crisanti: “Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino – è il ragionamento – Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”.

Poi specifica: “Io sono favorevolissimo ai vaccini, ma questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3. Questo è successo perché hanno avuto fondi statali e quindi si sono potuti permettere di fare insieme le tre fasi perché i rischi erano a carico di chi aveva dato i quattrini. Ma facendo le tre fasi in parallelo, uno si porta appresso tutti i problemi delle varie fasi”.
Dunque in questo momento, secondo il 66enne Crisanti, “non abbiamo una vera arma a disposizione”. E la soluzione è di creare “una rete di laboratori in Italia capaci di fare centinaia di migliaia di test”.

A tirare l’orecchio al collega insorge Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Puglia, che dai microfoni di La7 dice: “Attenzione alla comunicazione” sul vaccino anti-Covid. La sua posizione è diametralmente opposta: “Io mi sono persino offerto per far parte della sperimentazione. Quindi è fuori discussione il fatto che non mi farò il vaccino”.

In linea con Lopalco anche l’immunologa Antonella Viola: “Se a gennaio io venissi chiamata per la vaccinazione con il vaccino della Pfizer, non avrei nessun dubbio e sarei molto contenta di farmi vaccinare. E non perché sono incosciente o inconsapevole, esattamente per il motivo opposto: ho studiato il vaccino, so come è fatto e come funziona, ho seguito la sperimentazione e conosco le regole ferree che lo porteranno (speriamo) all’approvazione. La conoscenza libera dalla paura dell’ignoto”, scrive in un post su Facebook.

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