Rubrica alla Cattedra

Insegnanti, professione di frontiera. I migliori prof in dieci punti

Essere buoni insegnanti in 10 punti:
– Non dimenticare il significato del termine insegnare e il suo valore etimologico: dal latino insignare, vuol dire “segnare” la mente dello studente, lasciando un metodo che vada oltre il mero studio.
– Svolgere il proprio lavoro con entusiasmo e mostrare empatia: i bambini assorbono le emozioni, sia positive sia negative, e ne tracciano il ricordo durante il loro percorso educativo.
– Comportarsi come un libro aperto, sempre pronto a nuove avventure e scenari inaspettati: dare sempre il meglio di sé aiuta a diventare un punto di riferimento per gli studenti che in questo modo potranno “respirare” valori universali.
– Costruire e alimentare il dialogo con i propri alunni: la partecipazione degli studenti è fondamentale per l’apprendimento. La lezione migliore, infatti, diventa quella che viene costruita assieme a loro.
– Non sottovalutare le potenzialità che si possono tirar fuori dal processo educativo: il buon insegnante è colui che, a prescindere dai mezzi concreti a disposizione, è un sostenitore delle potenzialità umane.
– Non limitarsi al mero accudimento: essere un buon docente non significa soltanto prendersi cura degli alunni, bensì stimolarli e aiutarli nel loro percorso di crescita.
– Favorire un clima sereno e coinvolgente all’interno dell’aula: educare significa tirare fuori il meglio da ciascun alunno. Situazione realizzabile soltanto attraverso un clima di tranquillità, di ascolto attivo, e all’interno di una vera relazione educativa costruita sulla reciproca fiducia.
– Insegnare l’empatia ricordando l’esistenza del cortocircuito emozionale: soltanto in questo modo il docente è in grado di aiutare lo studente ad affrontare situazioni di difficoltà emotiva.
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