Rubrica alla Cattedra

“Lascio l’insegnamento perché non mi va di parlare ad alunni senza visione né sogni”

Lascio l’insegnamento perché non mi va di parlare ad alunni senza visione né sogni

“La scuola pubblica è morta e non c’è rianimatore che possa farla tornare in vita. Il legame tra i ragazzi e lo smartphone è ormai dipendenza. I docenti sono vecchi, parlano una lingua sconosciuta e raccontano cose che non interessano ai ragazzi.

Seguiranno anni di transitorio verso un nuovo mondo e poi l’assestamento a zero. Ci saranno solo corpi senza cervello, come vogliono i nuovi padroni. È da un decennio che mi sono accorto di questo fenomeno e la politica al servizio, lo ha accompagnato, favorito, promosso addirittura. Per questo lascio, non mi va di parlare a corpi decerebrati senza alcuna possibilità di essere un giorno incisori, classe dirigente. Il mio impegno di educatore e formatore delle classi meno abbienti, da cui provengo, termina qui.

Lascio l’insegnamento perché non mi va di parlare ad alunni senza visione né sogni

Non ho alcuna motivazione per continuare. No, non mi mancheranno i ragazzi, perché questi non sono ragazzi, non sono esseri ragionanti, sono asintomatici, non hanno visione né sogni. Pesci dello Ionio, tremate, sto arrivando. Asfalti d’Europa ci sono”.

Prof. Giuseppe Rondinelli

Leggi altre notizie su Tabloid. Segui le pagine Facebook - Twitter - Instagram
Riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: Tabloidonline.it