Cronaca

Manda i carabinieri dal vicino: “Venite, ospita più di sei persone a casa”

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Carabinieri correte! Arriva da Vinovo, in provincia di Torino, il primo caso di delatore di questa seconda ondata della pandemia di coronavirus. A essere protagonista dell’episodio un uomo che, insospettito dai rumori provenienti da un appartamento adiacente al suo, ha mandato i Carabinieri dal proprio vicino di casa denunciando una presunta festa con un numero di partecipanti superiore alle sei persone; contravvenendo dunque alle rigide norme diposte dall’ultima ordinanza del governo.

L’intervento dei carabinieri e la chiamata del delatore

“Venite, il mio vicino ha più di sei persone in casa”; così aveva detto l’uomo alle forze dell’ordine, le quali però una volta giunte sul posto non hanno constatato alcune violazione delle normative in vigore. Nell’abitazione dei vicino infatti erano presenti soltanto sei persone e peraltro tutte con indosso la mascherina protettiva. Un casa di encomiabile rispetto delle regole che è stato tuttavia scambiato per negligenza dallo zelante vicino.

Cosa dice la normativa sulla abitazioni private

Secondo le ultime disposizioni governative firmate dal presidente Conte e dal ministro Speranza lo scorso 13 ottobre infatti, nelle abitazioni private viene fortemente raccomandato di evitare le feste e di non invitare più di sei persone non conviventi. A questo si aggiunge la raccomandazione di utilizzare anche in questi casi la mascherina: “Un’indicazione prudenziale a usare i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private, allorché si sia in presenza di persone non conviventi”.

L’unica eccezione alla norma delle sei persone per le feste o i ricevimenti riguarda al momento le: “Cerimonie civili o religiose, con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Tra le cerimonie civili vanno sicuramente ascritte, a titolo esemplificativo, i matrimoni e le unioni civili, mentre le cerimonie religiose comprendono, sempre a titolo di esempio, quelle contemplate dalle confessioni religiose”.

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