Rubrica alla Cattedra

DAD e solipsismo didattico

DAD E SOLIPSISMO DIDATTICO

La tristissima congiuntura che ancora stiamo vivendo potrebbe rappresentare una buona occasione per ripensare i paradigmi, il senso, la filosofia del nostro sistema scolastico, profondamente malato, come dimostrano i dati relativi all’analfabetismo funzionale, alla mortalità scolastica, all’incapacità di compensare le diseguaglianze di partenza.

Sintomi gravissimi ma irresponsabilmente trascurati, a tutti i livelli, per il carattere autoreferenziale di un apparato immune agli interventi di innovazione sostanziale, e più incline a restyling meramente cosmetici.

Ma lo sarà, lo è solo per quei docenti che, tra mille difficoltà di ogni sorta, già si impegnano con sensibilità e intelligenza, per qualificare gli “ambienti di apprendimento” nei quali operano; coloro i quali riescono, anche in questa gravosa situazione, a confortare gli studenti, attraverso inedite forme di contatto e coinvolgimento, sollecitandone la riflessione personale e la crescita non solo culturale, creando nuovi spazi di scambio e ricomposizione del gruppo classe, perché alla costruzione del gruppo (ben altro rispetto alla sommatoria di singoli indistinti e separati) hanno dedicato tempo, energie: la piccola comunità della quale ciascuno si sente parte e soffre l’incuria.

LA DAD AL TEMPO DEL COVID-19

Per tutti gli altri, la stragrande maggioranza, si tratta della mera trasposizione, a distanza (ulteriormente dilatata), delle consuete, miserrime ritualità: lezione frontale, compito a casa, verifica/interrogazione, voto. In questo delirio solipsistico si risolve la scuola, sempre più avulsa e remota.

MAURIZIO PARODI – DIRIGENTE SCOLASTICO

 

Leggi altro su Tabloid. Segui le pagine Facebook - Twitter - Instagram
Riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte della tabloidonline.it