Rubrica alla Cattedra

“Prof, ma il prossimo anno torna, vero?”: la lettera straziante di una docente

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La prof supplente saluta la scuola, non sa se tornerà il prossimo anno, e non lascia ai suoi alunni compiti per l’estate, dopo mesi così duri anche dal punto di vista dell’insegnamento, ma solo un pensiero e alcune raccomandazioni.

“Oggi ci siamo salutati in vista dell’estate. È l’ultimo giorno di scuola. Alcuni di voi salutano le scuole medie e inizieranno una nuova avventura a settembre, altri si salutano sapendo già di rivedere fra pochi mesi insegnanti e compagni – scrive l’insegnante -. Io molto probabilmente vi ho salutati per sempre. La mia vita di supplente è così, non so mai dove sarò l’anno successivo, e ogni volta salutare gli alunni sapendo di non accompagnarli più è difficile.

Non vi lascio compiti di storia o geografia. Vi voglio solo lasciare un pensiero e delle raccomandazioni. Siate sempre curiosi e affamati di informazioni. Non fermatevi al libro o alle parole dell’insegnante, approfondite, scavate, scoprite, formatevi una vostra idea e una vostra opinione. Quando l’avrete, esponetela, confrontatela con gli altri; difendete la vostra opinione quando vi sembra giusta, ma conservate sempre l’umiltà di cambiarla, qualora qualcuno vi mostri che è sbagliata.

Siate vigili e attenti con il mondo virtuale. Avete in mano uno strumento potente, internet. Ma “da un grande potere derivano grandi responsabilità. Andate sempre a verificare la fonte di quello che leggete, e non prendete tutto come la Verità: quella con la V maiuscola è difficile da trovare, soprattutto in internet. Leggete per il gusto di leggere, studiate per il gusto di studiare. Dimenticatevi dei voti, sono solo numeri, ricordatevi dei concetti. E se ancora la scuola non vi piace, trovate in essa qualcosa che vi entusiasmi e appassioni. Trovate la vostra passione e coltivatela. Questa estate e le prossime a venire ricordatevi soprattutto di divertirvi. Divertitevi sempre e vi auguro con tutto il cuore che riusciate a crescere senza invecchiare, restando dentro i ragazzini sorridenti che ho conosciuto quest’anno”.

Prof.ssa Emilia Trovato

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