Attualità

Salvini in Senato rifiuta mascherina, da giorni senza anche in piazza

Niente mascherina in Senato per Matteo Salvini. Il leader della Lega resta senza la protezione delle vie respiratorie anche a Palazzo Madama, dove oggi è intervenuto al convegno sul Coronavirus, organizzato nella biblioteca Spadolini. I commessi del Senato, prima chiedono al professor Paolo Becchi, seduto in sala, di indossare la mascherina, poi si rivolgono anche al leader della Lega, in prima fila, che però non ascolta ragioni, restando a viso scoperto.

Qualcuno gli fornisce una mascherina tricolore, ma questa viene prontamente riposta in tasca dallo stesso Salvini, che nel frattempo viene chiamato al microfono da Armando Siri, ‘moderatore’ dell’incontro. Pochi giorni fa, entrando sempre a Palazzo Madama, il leader leghista era stato fermato dai commessi: “Onorevole, non ha la mascherina”, lui rispondeva pronto: “Vero, me la sono dimenticata”, “non si preoccupi, venga che gliela diamo noi”.

Negli scorsi giorni, nelle tappe dei vari tour elettorali, dalla Campania, alla Toscana, non era passata inosservata l’assenza di mascherina sul volto del capo della Lega, una ‘scelta’ ribadita anche oggi in Senato. Ormai Salvini non ha più la sua mascherina, neanche al collo, e non si ritrae, nelle piazze, da selfie e abbracci ‘senza protezione’.

Niente mascherina neanche il 16 luglio scorso, in piazza Montecitorio, durante una manifestazione per la famiglia. Salvini, incurante degli appelli dell’organizzatore Jacopo Coghe, pochi passi più in là, si faceva selfie ravvicinati con i tanti che glielo chiedevano, non evitando il contatto fisico con i suoi fan.

Poi lanciando il tour campano, il giorno dopo, da Sorrento, un Salvini sorridente, si rivolgeva ai giornalisti che lo attorniavano, rispondendo alle domande. Anche in costiera, neanche l’ombra della mascherina. Con lui Edoardo Rixi, altri dirigenti locali del Carroccio, il deputato, Gianluca Cantalamessa. Nessuno di loro la indossava. Poco dopo, visitando il campo rom a Giugliano, stessa scena. Ormai l’emergenza, almeno per il leader della Lega – e tanti dei suoi – è finita.

Oggi Salvini ha poi spiegato così il suo pensiero sul distanziamento: “Il saluto con il gomito è la fine della specie umana, io mi sono rifiutato, se uno mi si avvicina e mi porge la mano – ha concluso – io commetto reato e gli stringo la mano, lo confesso”.

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