Alla Cattedra

Scuola e DAD: “Io docente sono arrabbiata, vessata e frustrata”

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da Beppe Severgnigni – Corriere della Sera

Scuola e DAD: “Io docente sono arrabbiata, vessata e frustrata”

“Sono terribilmente arrabbiata, mi sento vessata, frustrata …sono un’insegnante di scuola media superiore costretta a recarmi sul luogo di lavoro per fare…Smartworking. Le recenti circolari sembra ci impongano di doverci recare a scuola per fare lezione a studenti a casa. Per mesi mi sono attrezzata, comprata strumentazione adeguata per fare le mie lezioni di matematica e fisica, mi sono chiesta e ho cercato di mettere in pratica una metodologia più consona allo strumento comunicativo che avevo. Non ho preso lo stipendio senza aver lavorato, sono stata collegata con i miei studenti ben aldilà del mio orario e di qualsiasi orario perché l’insegnante e’ spesso un po’ missionario. Ora per ragioni di non so quale equità, ad un’età in cui si e’ fragili ( e lo sono il 50% dei miei colleghi), noi dobbiamo recarci nel luogo di lavoro mentre si blatera di smartworking, utilizzando mezzi di trasporto, entrando in aule vuote e fredde. Devo forse essere controllata? Punita del mio scarso riconoscimento sociale? Mi devo portare scarrettando i dispositivi che la scuola non ha per fare lezione ed essere “frizzata” dalla rete perché lo streaming non è supportato ? Perché ? Questa è equità o ci fermiamo alle parole d’ordine che riempiono la comunicazione politica? Un sacrificio ( a volte con paura) si affronta se ragionevole ma io di ragioni razionali non ne trovo”.

Francesca Cresi

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