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Scuola in balia del nulla: confusione generale e sierologici scriteriati

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Manca davvero poco alla riapertura della scuola in tutta Italia, ma sono ancora molti i problemi da risolvere, mentre continuano le polemiche riguardanti soprattutto i test sierologici, facoltativi, per i docenti e il personale scolastico. I presidi dei vari istituti sono poi alle prese anche con la gestione dell’arrivo dei nuovi banchi, monoposto e, in alcuni casi, a rotelle. E i sindacati denunciano la grande confusione che ancora regna nell’organizzazione del rientro a scuola in presenza e in sicurezza.

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Scuola, le testimonianze

A Roma, Frère Alessandro Cacciotti, direttore del Collegio San Giuseppe-Istituto de Merode, ha parlato all’Adnkronos di “confusione totale legata ai test. Come, dove e quando li devono fare questi esami? Non si sa nulla, avevo sentito la Asl Roma1 tempo fa, poi mai più. Sono contrario anche ai sierologici facoltativi, dovrebbero essere obbligatori per tutti, compresi gli studenti. Alcuni ragazzi sono risultati positivi in giro per il mondo quest’estate e non è nemmeno prevista l’obbligatorietà per loro. Per fortuna, molti li stanno facendo per conto proprio a loro spese”.

Nel corso della giornata, poi, lo stesso Cacciotti ha raccontato di aver ricevuto la telefonata che aspettava da parte della Asl di riferimento e di aver risolto il problema.

Attesa anche ai licei romani ‘Mameli’ e ‘Azzarita’ e al ‘Polo Tecnologico Economico’ di via Caposile, dove il preside di tutti e tre gli istituti, Roberto Gueli, “attende la chiamata delle Asl. Verranno infermieri qui e li faranno a docenti e personale. Noi stiamo facendo tutto il possibile per garantire il massimo della sicurezza entro il 14 settembre, in primis ai ragazzi. È la cosa più importante. Non c’è né ottimismo, né disfattismo. Vediamo quello che succede”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il preside del liceo ‘Antonio Genovesi’ di Napoli, Vittorio Delle Donne, che spiega di “aver comunicato a tutti i docenti la possibilità di eseguire i test” e che il ragionamento al momento è incentrato soprattutto sulla “possibilità di ridurre e alleggerire la didattica in presenza a massimo 4 o 5 ore consecutive, perché è difficile immaginare che i ragazzi possano restare seduti 6 o 7 ore con la mascherina, o senza mascherina ma senza potersi muovere e indossandola appena si alzano”. “Noi poi abbiamo la fortuna – aggiunge Delle Donne- di stare nel centro storico di Napoli, quindi cercheremo di cadenzare tutta una serie di uscite che nel corso dell’anno preventiviamo sempre di fare”.

Duro anche il commento del presidente regionale dell’Associazione regionale dei Dirigenti scolastici Sardergna, Anna Maria Maullu, che dirige l’Istituto professionale per i servizi sociali ‘Sandro Pertini’ di Cagliari. “Non possiamo dire che la scuola sarda sia pronta alla riapertura, il prossimo 22 settembre, ma certamente che ha lavorato tutta l’estate per esserlo”, dice. “I nostri insegnanti non sono contrari al test – prosegue – in Sardegna le resistenze nascono dal fatto che non si capisce chi debba farli”.

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