Scuola

Scuola, le Regioni: “Subito DAD”. Azzolina: “I ragazzi devono rimanere in classe”

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Scuola ancora una volta al centro del dibattito. Molte scuole superiori, praticamente tutte, già la fanno in forma complementare alle lezioni in presenza. Senza la didattica a distanza, infatti, sarebbe stato impossibile far stare tutti gli studenti in classe rispettando le norme sul distanziamento. Alcuni istituti hanno diviso le classi in due gruppi: mentre metà dei ragazzi va a scuola, l’altra metà segue la lezione da casa. Altri fanno andare le classi a giorni o settimane alterne.

I CONTAGI

Ora però che i contagi non accennano a scendere, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. E almeno per gli studenti più grandi, già osservati speciali per via della loro naturale tendenza all’aggregazione sociale, potrebbe scattare un nuovo lockdown.

Ripristinando, solo per loro, la didattica digitale in forma esclusiva come già accaduto fra marzo e giugno dell’anno scorso.

LA REPLICA DEL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE

“I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, un bisogno che oggi è meglio soddisfare a scuola.
I numeri, infatti, e le analisi dell’Istituto Superiore di Sanità ci confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole. L’attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo”.

Intanto, con la firma del nuovo Dpcm, le scuole restano aperte, proprio come  partita tra governatori e Stato. Ormai il ripristino della didattica a distanza è sul tavolo e non verrà di certo fatto fuori con estrema facilità. Infatti Luca Zaia non sembra piegare la testa al rifiuto del governo: “Se tagliate ancora i posti del trasporto pubblico non resta che lasciare a casa gli studenti più grandi“. Sta di fatto che Conte nei prossimi giorni si troverà di fronte all’ennesimo bivio: mezzi pubblici meno affollati per tutti rinchiudendo di nuovo 2 milioni e mezzo di ragazzi in casa oppure trasporti ingolfati con l’alto rischio di contagio?

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