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Stop a quota 100: nuovi requisiti per uscita anticipata dal lavoro

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Con lo stop alla quota 100, previsto per la fine del 2021, il governo sta lavorando per introdurre nuove misure per mandare in pensione anticipatamente i lavoratori. L’ipotesi ritenuta più probabile è quella della quota 102, con una modifica dei requisiti anagrafici e dell’importo dell’assegno.

L’anticipo pensionistico introdotto in via sperimentale dal governo Conte I, formato da Lega e Movimento 5 Stelle, verrà eliminato a partire dal primo gennaio del 2022. Ciò significa che si dirà addio all’anticipo per chi vuole uscire dal lavoro con almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati. La misura sarà sostituita da un nuovo anticipo pensionistico, che eviti lo scalone di cinque anni, che si verrebbe a creare per coloro che maturano i requisiti per la quota 100 soltanto il primo gennaio 2022.

In tal caso, infatti, il lavoratore dovrebbe poi aspettare cinque anni, fino al compimento dei 67 anni.

Il governo sta pensando alla quota 102, una misura strutturalmente simile a quella della quota 100, ma con criteri in parte diversi. Rimarrebbe solamente il requisito concernente i contributi versati: continuerebbero dunque a servire 38 anni. Cambierebbe, invece, l’età del lavoratore che vuole andare in pensione: non più 62 anni ma almeno 64.

La peculiarità della quota 102 è la previsione di un taglio tra il 2,8% e il 3% del montante contributivo per ogni anno di anticipo rispetto ai requisiti standard per la pensione di vecchiaia, ovvero i 67 anni.

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato la proroga per l’Opzione donna, che consente alle donne lavoratrici di andare in pensione a 58 anni se sono dipendenti e a 59 se sono autonome, con almeno 35 anni di contributi.

È prevista pure la proroga per l’Ape social, misura che consente di andare in pensione a 63 anni ad alcune categorie di lavoratori, a cui probabilmente si aggiungeranno anche i lavoratori fragili a rischio Covid. Inoltre, si ipotizza di estendere la misura anche ai disoccupati di lunga durata e a chi non ha diritto alla Naspi.

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