Economia

Stop al reddito di cittadinanza: a rischio 60mila famiglie

reddito di cittadinanza
Stop al reddito di cittadinanza. Dal 30 settembre si profila lo stop all’accredito del reddito di cittadinanza per circa la metà dei beneficiari. Come segnala il Sole24Ore in quella data termineranno i primi 18 mesi per i 635mila nuclei familiari che chiesero il contributo dopo l’approvazione del provvedimento del primo Governo Conte.
DOPO IL MESE DI PAUSA DEL SUSSIDIO
Dopo un mese di pausa il RdC dovrà essere nuovamente richiesto, quindi, saranno nuovamente vagliati i requisiti. Previsto un Isee inferiore ai 9360 euro.
LE NUOVE RICHIESTE DEL REDDITO DI CITTADINANZA
Il contributo potrà riprendere per altri 18 mesi, ma i componenti della faglia dovranno accettare qualsiasi offerta di lavoro in tutto il territorio nazionale: pena la perdita del sussidio. Da aprile 2019 ad agosto 2020 il Reddito è stato richiesto da 1.168.364 famiglie, pari a circa tre milioni di persone.
IL DECRETO DI GIUGNO
L’ultimo decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 giugno. Secondo questa nuova norma, ciò che avanza del reddito di cittadinanza e non è speso o prelevato dai beneficiari , è tagliato fino ad un massimo del 20% nel mese successivo. Ma non solo, il decreto prevede anche un taglio con cadenza semestrale per la parte che eccede l’importo mensile del reddito di cittadinanza.
IL TAGLIO MENSILE DELL’ASSEGNO
Il taglio mensile del reddito di cittadinanza viene calcolato sottraendo dal saldo dell’ultimo giorno del mese il valore del beneficio mensile. Ciò vuol dire che se il 31 agosto il beneficiario avrà sulla carta 700 euro ma il valore del sussidio è di 500. L’importo sottratto è di 200 euro. Ma considerato che il valore massimo del taglio non può superare il 20% del beneficio, il taglio previsto sarà di 80 euro a partire dal mese di settembre.
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