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Strage Corinaldo, pene dai 10 ai 12 anni per gli imputati

Pene dai 10 ai 12 anni per i 6 imputati per il processo sulla strage di Corinaldo. “La procura della Repubblica prende atto della decisione del giudice – commenta la procuratrice capo Monica Garulli – e si riserva di valutare le motivazioni della sentenza quando saranno depositate – mi sembra doveroso sottolineare come grazie all’impegno e agli investigatori ci sia stata una celere risposta da parte delle Istituzioni dello Stato. La sentenza è infatti intervenuta a un anno e mezzo di distanza dai fatti”.

Non è stata riconosciuta l’associazione a delinquere: “Siamo delusi – ha detto uscendo dall’aula il fratello di Benedetta Vitali – non ci aspettavamo questa decisione, siamo amareggiati. Aspettiamo l’altro processo”.

Questa mattina, proco prima delle 11, è iniziata l’ultima udienza del processo di primo grado, davanti al gup Paola Moscaroli con rito abbreviato, nei confronti della cosiddetta ‘banda dello spray’. In aula i sei imputati, poco più che ventenni, originari della Bassa Modenese, accusati di associazione a delinquere finalizzata a rapine e furti con strappo, anche a Corinaldo, utilizzando anche lo spray al peperoncino.

Gli spruzzi di sostanza urticante, per l’accusa, avrebbero generato il fuggi fuggi dalla discoteca quella sera culminato con il cedimento di una balaustra fuori dall’uscita di sicurezza n.3: morirono cinque adolescenti – Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti, Emma Fabini, Mattia Orlandi – e la 39enne Eleonora Girolimini.

In aula stamattina anche diversi famigliari delle vittime tra i quali Paolo Curi, il marito della Eleonora, e la figlioletta, il padre e il fratello di Benedetta, la madre di Daniele, il padre di Mattia. Per gli imputati, che hanno respinto le accuse associativa e di spruzzi si spray urticante nel locale, i pm Paolo Gubinelli e Valentina Bavai hanno chiesto pene tra i 16 e i 18 anni di carcere, considerando la riduzione di un terzo per il rito. Una settantina le parti civili in giudizio.

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