Rubrica alla Cattedra

Un prof a Sallusti: “Noi siamo davvero dei vigliacchi”

Pregiatissimo Direttore Alessandro Sallusti,
sono uno di quegli insegnanti privilegiati che in questo periodo ha goduto dello stipendio che Lei dice essere immeritato, tanto da definirci dei vigliacchi.

Ha colto nel segno!
Noi siamo davvero dei vigliacchi!

Lo siamo ogni qualvolta una maestra si è sostituita allo Stato che non passa più denari per i materiali di cancelleria (per la verità mancano anche quelli per i materiali di pulizia) nelle scuole pubbliche (mentre foraggia la scuola privata dove il 90 % dei colleghi lavorano per uno stipendio più che dimezzato, tanto poi – ci dicono guadagnate punti in graduatori, come se si mangiasse con quello).

Siamo dei vigliacchi anche quando la maestra di Dario, bimbo autistico della scuola infanzia, compra per lui un software adatto alla didattica per diversabili e due cartelloni per farlo lavorare insieme agli altri.
Ma vigliacchi lo siamo anche ogni qualvolta che uno studente rompe in classe i suoi occhiali e un prof a turno fa la colletta per ricomprare le lenti a Claudio, perché poi rischia di perdersi.

E siamo sempre dei vigliacchi quando portiamo in gita i ragazzi (con relative spese personali e responsabilità h 24) e restiamo senza chiudere occhio neppure la notte. Siamo dei vigliacchi quando Maura, che ha il padre detenuto e la mamma prostituta, si assenta per più di un giorno e noi, stupidi, li’ a chiamare sul suo cellulare per convincerla a rientrare a scuola.

Siamo sempre noi i vigliacchi quando a scuola chiusa per lockdown ci viene chiesto di provare a fare la didattica a distanza senza che nessuno mai ci abbia detto come si faccia e vigliacchi pure quando, di notte, un gruppo di studenti ti contatta su whatsapp per un problema o solo per due chiacchiere perché i genitori sono in ospedale per lavoro.

Sempre vigliacchi quando alle 08,10 in punto apri la classe in remoto sulla piattaforma (che nessuno ci ha spiegato e che tutti abbiamo sperimentato da autodidatti) e trovi solo due studenti a fare lezione e ti metti al telefono a chiamare gli altri uno ad uno e questo tutti i santi giorni. Sempre vigliacchi anche quando una collega ti chiede l’ora e tu la concedi e poi ti metti d’accordo con la classe per recuperare la stessa lezione la domenica pomeriggio. Vigliacchi anche quando il Dirigente convoca un consiglio o un collegio “ora per domani” e tu avevi promesso a tuo figlio/figlia di portarla al supermercato per farlo/a uscire un po’.

Si signor Direttore, siamo proprio dei vigliacchi perché dovremmo ribellarci a tutto questo e non lo facciamo e lo sa perché?

Perché noi vigliacchi ai nostri studenti teniamo come a dei figli e il tempo per loro lo troviamo sempre, magari rinunciano al nostro tempo libero, o agli “affari” di famiglia.
Adesso mi vorrà scusare, avrei voluto ancor di più rafforzare il titolo del suo giornale di stamane, con tanti altri quotidiani esempi, ma mi sta contattando Francesca di quinta, ha l’esame di maturità quest’anno ed ha bisogno del mio aiuto, sono certo che capirà.

Auguro anche a Lei, ad ognuno dei suoi cronisti e a tutto il suo giornale di poter vigliaccamente dire:
“Sì, lo faccio, faccio tutto, ma proprio tutto, per il futuro del mio Paese!

di Antonio Di Tucci ( scrittore e docente di storia e filosofia)

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