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Una casa troppo ordinata è una casa triste, la riflessione dell’educatore che tutti dovrebbero leggere

casa ordinata

Una abitazione troppo ordinata? E’ una casa triste. E’ questo il pensiero di Mario Sergio Cortella, famoso educatore brasiliano. In uno dei suoi più celebri discorsi, ha voluto sottolineare come a causa dei social network si tenda, oggi, ad essere compulsivamente ordinati.

Casa ordinata, ma senza stress

Cerchiamo, infatti, di assomigliare in tutto e per tutto ad un mondo ideale, fantastico, in cui nulla è fuori posto. Tutto ciò al solo scopo di sembrare perfetti.

“Cuscini in ordine, soprammobili perfettamente selezionati, cucina impeccabile… tutto deve trasudare bellezza e compostezza. Ma la vita non è così” ha spiegato Cortella.

Cosa dice Cortella sulla casa ordinata

“La vita – ha spiegato ancora – è fatta di vibrazioni, di mutamenti e di molto, molto disordine. Cercare di ripulire e riordinare ossessivamente la nostra dimora è sintomo di una società che vuole coprire ogni difetto, che non ammette più la bellezza dell’eccezione e dell’imperfezione”.

Chi è Mario Sergio Cortella

Nato a Londrina (Paraná) nel 1954, negli anni settanta ha iniziato un cammino monastico in un convento dell’Ordine dei carmelitani scalzi, ma ha abbandonato questa prospettiva per proseguire la sua carriera accademica.

Si è laureato nel 1975 presso la Facoltà di Filosofia di Nostra Signora Medianeira e, nel 1989, ha ottenuto un master in Educazione presso la Pontificia Università Cattolica di São Paulo (PUC-SP), sotto la guida del prof. Moacir Gadotti. Nel 1997, sotto la guida del prof. Paulo Freire, completa il suo dottorato in Educazione alla PUC-SP.

È stato professore ordinario presso il dipartimento di teologia e scienze della religione presso la medesima università dal 1977 al 2012, e docente ospite presso la Fundação Dom Cabral dal 1997; presso la Fundação Getúlio Vargas tra il 1998 e il 2010.

Durante l’amministrazione di Luiza Erundina ha ricoperto il ruolo di assessore all’Educazione della città di San Paolo. Ha realizzato il programma televisivo Diálogos Impertinentes sul canale TV PUC.

Nel 2017 è stato uno dei dieci finalisti del Premio Darcy Ribeiro per l’istruzione.

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