Cronaca

Versa per un anno ansiolitici nel cappuccino della collega per prenderle il posto

Una donna è stata condannata per aver versato ansiolitici nel cappuccino di una collega per circa un anno con l’intento di prenderle il posto di lavoro.

LA VICENDA

La vicenda, come riportato da La Stampa, ha avuto inizio alla fine del 2017, quando nell’agenzia di assicurazioni di Bra (in provincia di Cuneo) dove lavoravano le due donne ha cominciato a circolare la voce su possibili tagli al personale.

IL PIANO DIABOLICO DELLA COLLEGA

L’impiegata, temendo di perdere il lavoro, ha così ordito il suo piano, sfruttando l’incarico di ritirare quotidianamente l’ordinazione al bar. Prima di consegnare il cappuccino alla collega, infatti, versava nella sua tazza del benzodiazepine per causarle sonnolenza e altre sensazioni di malessere. La cosa è andata avanti, in modo più o meno regolare, fino all’estate dell’anno successivo.

L’ ASSENZA DA LAVORO PER MALESSERI VARI

Inizialmente il suo piano sembrava funzionare: infatti la vittima si assentava spesso per malesseri e per sottoporsi a visite. Poi, però, sono arrivati i sospetti, confermati da un’indagine dei carabinieri.

IL PROCESSO

La donna è finita sotto processo e ora è stata condannata in primo grado a 4 anni, ma i suoi legali hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello.

LA SENTENZA

Nelle motivazioni della sentenza depositate a settembre il giudice Giorgio Morando, spiega come, alla luce di alcuni episodi avrebbe potuto prefigurarsi anche il reato di tentato omicidio, un’ipotesi non contestata dall’accusa che ha chiesto la condanna dell’imputata per lesioni aggravate. Una sera, infatti, la vittima aveva avuto un brutto incidente in auto ed era finita contro un albero e il sospetto è che gli ansiolitici possano aver influenzato la sua lucidità alla guida. 

I LEGALI

I legali della donna, Alberto Pantosti e Pietro Merlino, hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Asti.

 

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